martedì 2 dicembre 2008

Nuova esperienza

Non mi era mai capitato, almeno non così a lungo, ma è comunque stato qualcosa che ha lasciato un segno.
Ieri mattina ci siamo alzati senza corrente elettrica, è tornata solo alle 19.30 ieri sera: per i ragazzi un buon motivo per non andare a scuola, non c'è luce, non c'è riscaldamento, per molti adulti un giorno di ferie inaspettato, non c'è luce, non vanno i computer, per chi ha dovuto pulire le strade e risolvere il problema elettrico un lavoro da 24 ore senza sosta.
Ed è stata una giornata strana, da una parte ricordi di un'epoca che fu, dall'altra il disagio di non essere più abituati a non essere comodi: quante volte abbiamo tentato di accendere la luce? Ormai è un gesto che manco più t'accorgi di fare, serve più caldo giri una manopola e la caldaia funziona, l'acqua calda è sempre a portata di "mano", e invece ieri no, ieri c'era la stufa da far andare, e fortuna che qui le stufe non mancano, e lavare tutto con l'acqua fredda, altrimenti metti la padella sul fornello e fai bollire l'acqua.
Per non parlare del frigorifero, ricorda di uscire a prendere la neve nella zuppiera per tenere al fresco gli alimenti, niente lavatrice, niente ferro da stiro, ma dall'altra cena a lume di candela, un silenzio ed un'atmosfera irreale; qualche pulizia in casa al mattino, la spesa, il pranzo, il ricamo fino alle 3, poi non c'è più luce, e allora cosa facciamo?
Io e Ale abbiamo acceso un paio di candele e al tavolo della cucina abbiamo tirato fuori le carte e i giochi di società, ma da quanto tempo non lo facevamo più?
Alle 19.30 la corrente elettrica è tornata, una benedizione, eravamo davvero felici, tutto riprendeva il proprio posto, ma, mi chiedo, nella nostra continua corsa alle comodità non è che ci stiamo scordando qualcosa? Non è forse ora di fermarci e rallentare un attimo?
Sia chiaro che grazie al cielo esiste la corrente elettrica con tutte le cose belle e comode che porta, se non ci fosse quella non sarei qui a scrivere, ma forse è proprio ora di ricominciare a pensare più alla persona e al suo valore, di comodità ne abbiamo già tante, anche troppe, e allora perchè non fermarsi un po' e prendersi cura di se stessi, delle persone che ci stanno intorno?

4 commenti:

tarta ha detto...

già ... stiamo scordando un sacco di cose .....
senza elettricità non riusciamo a vivere
se pensi che la mia vicina quando lava epr terra invece che tenere le finestre accese accende il deumidificatore .... che spreco
eppure una serata a lume di candela .... una partita a scacchi ..... parlare ... soprattutto parlare e raccontare
mamma che bello!
grazie per questo racconto

mary ha detto...

hai proprio ragione, condivido pienamente la tua riflessione, siamo presi da mille cose e spesso ci dimentichiamo di fermarci un attimo e godere della vita..

Puntini ha detto...

In un certo senso c'è qualcosa di magico quando si è costretti a stare senza corrente, le candele...le facce stranite dei bambini... Fino ad ora non mi è mai capitato che mancasse così a lungo, ma se dovesse capitarmi, sarebbe bello industriarmi su come far passare il tempo... Però non so perché....sento di poter aspettare ihihih non ho fretta :-D
Paola.

Anonimo ha detto...

ciao Margherita!
ti capisco.. ero nella tua stessa situazione! gia', siamo vicine di paese :O)
un saluto marta